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Sacking Inzaghi won't help Milan

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Stagione esaltante per l'Empoli

La provinciale in Europa

Il 3-3 tra Empoli e Reggina ha lasciato pesanti strascichi, nel già polemico clima del calcio italiano. Chievo e Catania, concorrenti dei calabresi nella corsa alla salvezza, non hanno gradito la sorprendente rimonta degli amaranto, sotto di tre reti a fine primo tempo e poi usciti dal campo con un prezioso pareggio. Le immagini del battibecco tra Mazzarri e Cagni a bordo campo hanno sollevato molti dubbi sulla regolarità della gara, ma per i toscani il punto conquistato è soprattutto garanzia di una storica qualificazione europea.

Stagione da favola

Al termine di una stagione davvero esaltante, l'Empoli ha conquistato il primo accesso della sua storia alla Coppa Uefa, traguardo davvero inaspettato per una cittadina con meno di 50.000 abitanti e per un club abituato a fare i conti con un budget davvero risicato. Lo scorso anno, la società toscana venne estromessa dalla seconda competizione continentale per la mancanza di una licenza Uefa, che si sarebbe potuta ottenere inoltrando l'apposita pratica, alla modica cifra di 500 euro. Il Presidente Corsi, vista la posizione in classifica dei suoi, non ritenne necessario questo passo, ma la graduatoria della Serie A venne in seguito ribaltata dalle sentenze della giustizia sportiva e l'Empoli si ritrovò in Europa solo virtualmente, perché i termini per ottenere la licenza erano già abbondantemente scaduti.

E come Europa

Questa volta, la squadra di Cagni non è arrivata all'appuntamento impreparata, ma, al contrario, appena ottenuto il punto decisivo ha sfoggiato delle magliette con la scritta "E come Empoli, E come Europa". Il vero protagonista di questa storica impresa è proprio Gigi Cagni, tecnico bresciano che a 57 anni è riuscito a dimostrare il suo vero valore. Dopo aver festeggiato la salvezza dello scorso anno tagliandosi i famosi baffi, quest'anno è riuscito a portare la squadra al massimo livello mai raggiunto nella propria storia e quindi a mettere piede nell'elite del calcio continentale. Curioso che l'Empoli, club della provincia di Firenze, entri in Uefa insieme alla ben più blasonata Fiorentina e al Palermo, che nella prima parte della stagione nutriva ambizioni da Champions League, se non addirittura da Scudetto. Insieme al direttore sportivo Vitali, Cagni ha saputo costruire una squadra di alto profilo contenendo i costi e realizzando un sapiente mix di promesse e giocatori di grande esperienza, in grado di fare da balia ai più giovani. Il club dei veterani è capeggiato da Daniele Balli, portiere che, a 40 anni, è stato per lunghi tratti della stagione il meno battuto della Serie A. L'ex interista Adani (classe '74), il coetaneo Vittorio Tosto, Vanigli e Ficini ('71) e il centrocampista Antonio Buscè, di un solo anno più giovane, hanno compattato un gruppo che vede in Marzoratti e Nicola "Baby" Pozzi (entrambi classe '86 e in prestito dal Milan), Lucchini ('81) e Raggi ('84) i giovani di più sicuro avvenire.

Super Almiron

A fare la differenza, però, sono stati Luca Saudati e soprattutto Sergio Almiron. Saudati, classe '78, aveva conquistato la maglia del Milan da giovanissimo, salvo poi perdersi -come molti altri giocatori della sua generazione- in uno sterile giro d'Italia che lo ha visto indossare le maglie di Perugia, Atalanta e Lecce. La Serie A sembrava ormai averlo perso come grande protagonista, invece quest'anno Luca ha messo a segno la bellezza di 13 gol, esaltandosi grazie allo schema di Cagni, che lo vede come finalizzatore del lavoro svolto da Vannucchi e Almiron. Il centrocampista argentino, acquistato dall'Udinese nel 2004, nelle ultime due stagioni si è affermato come uno dei migliori registi del campionato italiano. Autore di 6 gol personali, Almiron piace per la sua personalità, ma anche per la precisione dei suoi lanci e la potenza delle sue conclusioni dalla distanza. Juventus e Inter puntano su di lui per affidargli, rispettivamente, l'eredità di Emerson e Veron. Già nello scorso mercato di gennaio, il suo procuratore Claudio Vagheggi è stato sommerso di offerte (anche dalla Spagna), ma l'Empoli ha resistito a tutti i corteggiamenti, proprio per non gettare al vento il sogno europeo. Arrivati a fine stagione, la partenza di Almiron è ormai scontata. Il prossimo anno, non sarà più lui a trascinare i toscani nella loro avventura in Uefa, ma vendere per sopravvivere è la regola di questa piccola società. Tavano, Rocchi, Bresciano, Maccarone, Toni, Montella e Grella sono diventati grandi con questa maglia, ma poi sono approdati in altri lidi, permettendo al club di realizzare le famose plusvalenze che permettono di tirare avanti, ma senza i trucchi contabili che caratterizzano la gestione di altre squadre, anche più facoltose.

Esempio per tutti

Nel panorama di un calcio sempre più tormentato da scandali gestionali, prospettive di bancarotta e la cui credibilità viene continuamente minata, l'Empoli rappresenta certamente una degna portabandiera del calcio italiano, anche per il tricolore che fieramente porta sul colletto delle proprie divise. Dopo il Chievo, un'altra provinciale del nostro calcio si affaccia alla vetrina europea.